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Mare Italia » Sardegna
INFORMAZIONI
Superficie24.090 kmq
Popolazione1.651.682 ab.
Densità69 ab./kmq
Comuni377
CapoluogoCagliari

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Sardegna


mappa della sardegna (Clicca per ingrandire)

Regione, formata dall'isola omonima e da numerose isole minori che le fanno corona, fra le quali Asinara, La Maddalena, Caprera, San Pietro e Sant'Antioco; è bagnata dal  Mar Tirreno, dal Mar di Sardegna e dal  Mar Mediterraneo ed è separata dalla Corsica mediante le Bocche di Bonifacio. Divisa nelle quattro province di Cagliari (capoluogo), Nuoro, Oristano e Sassari.  Il termine Sardegna deriva dal latino Sardinia, con cui l'isola era nota nell'antichità classica. L'attuale morfologia dell'isola è il risultato delle complesse dislocazioni tettoniche  e delle manifestazioni vulcaniche intrusive ed effusive verificatesi nell'era cenozoica  su un basamento di rocce paleozoiche emerso dal mare e intensamente corrugato nel corso dell'orogenesi ercinica e successivamente spianato dall'incessante opera livellatrice degli agenti naturali. Il rilievo sardo è costituito da una successione irregolare e caotica di allineamenti montuosi, gruppi isolati, altopiani e ripiani, profondamente intaccati dall'azione erosiva e disposti apparentemente senz'ordine. Prevalgono le aree montuose, nella fascia orientale formata da scisti siluriani e da vaste intrusioni granitiche messe allo scoperto dall'erosione; prevalgono le aree collinari nella fascia occidentale, caratterizzata da una struttura geologica più varia e complessa, nella quale si alternano i pianori basaltici e trachitici, le formazioni sedimentarie mioceniche, i calcari mesozoici poggianti sulla sottostante piattaforma paleozoica, in larga parte ora allo scoperto. Un elemento caratteristico nell'architettura strutturale della Sardegna è la presenza della fossa tettonica del Campidano, colmata da depositi eocenicie pleistocenici, che attraversa il settore meridionale dell'isola collegando il  golfo di Oristano con quello di Cagliari e separando il distretto montuoso del Sulcis e dell'Iglesiente, ricco di giacimenti minerari dalla ben più vasta regione montuosa che interessa gran parte dell'isola e che si innalza ai 1834 m della  Punta la Marmora nel gruppo del Gennargentu. Le coste, sono alte e spesso dirupate e pittoresche. Il clima è di tipo mediterraneo. I corsi d'acqua sardi hanno un regime tipicamente torrentizio,i principali sono il Flumendosa e il Cedrino sul versante orientale, il Mannu-Coghinasc, tributario del golfo dell'Asinara, e il Tirso, che si getta nel golfo di Oristano. I laghi principali sono quelli costieri lungo le sponde dei golfi di Oristano e di Cagliari e i bacini di sbarramento artificiale, fra i quali i laghi Omodeo e del Coghinas. La fauna della Sardegna è assai caratteristica per la presenza della foca monaca (Monachus monachus) e del muflone (Ovis musimon) tra i Mammiferi e, tra gli Uccelli, della passera sarda (una varietà di Passer hispaniolensis), esclusivi di questa regione. Sono  inoltre completamente assenti  vipere, tassi, lupi e orsi;  altri animali, quali volpi e daini, hanno assunto caratteristiche diverse dalla specie cui appartengono, tanto che potrebbero essere considerati sottospecie o almeno tipiche razze sarde. In considerazione anche della peculiarità della popolazione faunistica sono state istituite sull'isola alcune aree di rispetto: la Sardegna ospita sulla propria superficie due parchi nazionali (quello dell'Asinara e quello dell'arcipelago di La Maddalena), oltre a quello istituendo del Gennargentu e Golfo di Orosei. Sono inoltre presenti il parco naturale regionale di Porto Conte e cinque riserve naturali statali (isola di Caprera e riserve marine di Capo Carbonara, isola di Budelli, penisola di Sinis,  Tavolara  con punta Coda Cavallo).

Folclore
Caratteristica del folclore sardo è la coesistenza di elementi in origine divisi da grandi distanze storiche, dove residui di civiltà primordiali, millenarie, si trovano accanto ad altri di culture più recenti. La civiltà sarda ha sempre avuto caratteri più conservativi di quella del restante Mediterraneo e in ogni tempo ha mantenuto più tenacemente forme del periodo precedente: così nell'antichità ha conservato caratteri protostorici, nel Medioevo modi di vivere precristiani, mentre quelli medievali, sono sopravvissuti in età moderna. Così si trova ancora qua e là il carro agricolo a ruota piena, già testimoniato dall'arte etrusca, o l'aratro a chiodo; nella laguna dell'Oristanese naccaras (zattere di canne tenute insieme da giunco ripiegato) e vassoni, simili alle barche di papiro dell'antico Egitto, sono la continuazione di uno dei più primitivi tipi di imbarcazione che l'umanità conosca. Un adattamento al clima cristiano di antichissimi culti precristiani è il nenniri, costituito da granaglie fatte germogliare al buio e che si sviluppano con lunghi steli pallidi; legato con nastri viene posto per terra nei sepolcri per la Settimana Santa. Al periodo bizantino dell'isola sono da collegare l'inizio dell'anno il 1º settembre, la festa di San Costantino, il 5 luglio (in tal giorno a Sedilo si corre una sorta di fantasia a cavallo detta àrdia, guardia d'onore a cavallo), e il culto di San Giorgio. Il canto popolare diffuso ad Alghero è di sicura origine catalana; forma particolare assume il canto lirico monostrofico detto mutu, mutettu, o battorina: ha la struttura di una quartina di settenari, di cui i primi due versi sono detti isterria (stesura) e i due successivi cobertanza (copertura, completamento). Assai singolare il fatto che tra il primo distico e il secondo non c'è in apparenza un nesso logico (fenomeno che si trova anche nei canti popolari turchi); in genere tutta la poesia popolare sarda si mostra affine alle coplas spagnole e, quando le battorinas sono allungate da un distico, ai romances glosados: entra cioè nel quadro della poesia popolare neolatina medievale. Tipici sono anche gli strumenti musicali con cui si accompagnano canti e danze, tra le quali antichissima è la danza in tondo, conosciuta come ballo sardo. Per il ciclo della vita umana, assai caratteristica la pricunta, cioè la richiesta di matrimonio simboleggiata dalla finta ricerca di una bianca agnella smarrita o di una rosa che il pretendente riconosce infine tra le ragazze che gli vengono mostrate. Il giorno delle nozze, all'uscita della chiesa, si getta sul capo degli sposi il grano come augurio di abbondanza. Quanto ai riti funebri, si è tramandato attraverso i secoli il rito extrareligioso del lamento funebre (attittu) eseguito dalle prefiche (attittadoras) secondo un preciso rituale di gesti disperati. Per il ciclo dell'anno, di particolare interesse sono le feste di carnevale, durante le quali si ritrova l'uso di maschere lignee antichissime, i maimones o mamutones, di sicura origine demoniaca e, più diffuso, il rito della morte di Carnevale, un fantoccio che prima di morire fa testamento denunciando le malefatte della comunità. In Barbagia durante la processione delle maschere figurano i boves, esseri animaleschi simili ai mamutones, ma con la maschera di bovini. Grandiose e spettacolari, le sagre (Sant'Efisio a Cagliari, la processione dei Candelieri a Sassari) richiamano la partecipazione di migliaia di fedeli. Strettamente legato all'artigianato storico, dalla produzione di tessuti all'arte del ricamo e del pizzo, alla lavorazione in oro e argento è il costume sia maschile, sia femminile. Il primo di origine assai più antica, soprattutto la best'e pedde e il collettu che vengono fatti risalire alla mastruca, mentre il secondo, nelle sue varie forme, è comunque sempre di origine spagnola. Tappeti tessuti a mano, trine, tele ricamate, ceramiche, casse nuziali scolpite, borracce intagliate o incise, recipienti per la polvere da sparo, cesti di paglia sono i prodotti ancora assai diffusi dell'artigianato locale.

Gastronomia
L'isolamento, l'economia agricolo-pastorale e l'attaccamento degli abitanti alle tradizioni hanno fatto sì che la gastronomia sarda abbia conservato intatte le sue caratteristiche di arcaicità e di autonomia dagli influssi del continente. È un sistema alimentare basato sui prodotti più semplici e naturali, sufficienti a soddisfare le esigenze di un popolo frugale. Differenti sono i modi di impastare, modellare e cuocere il pane, perno dell'alimentazione sarda: dalla lottura della Planargia alla pizzuola della Barbagia e alla fresa o pistoccu, più noto col nome di carta da musica, che, per la sua lunga conservazione, è il pane che i pastori portano con sé in montagna. Tra le minestre asciutte si fa largo uso di pasta, anche confezionata in casa, e condita con cacio fresco, salsa di noci, ricotta, bottarga, mentre specialità esclusivamente sarde sono i malloreddus, la fregola, la lepudrida, il farru, i culurzones. Come carne la Sardegna offre soprattutto uno squisito capretto, porcellini e selvaggina, la cui cottura con metodi primitivi, allo spiedo o a carraxiu (in una buca del terreno tra due strati di frasche odorose e bacche, ricoperta poi di terra su cui viene acceso un gran fuoco), con l'unico condimento di erbe aromatiche, presta alle carni un aroma straordinario. A carraxiu viene cotto anche il malloru de su sabatteri (toro del ciabattino): un torello riempito con una capra contenente un porcellino che racchiude una lepre, questa una pernice e la pernice un uccelletto, e ricuciti con lesina e spago da un ciabattino. Una diffusa specialità di cacciagione è la tacula, formata da otto tordi o merli cotti a vapore e conservati in sacchetti contenenti foglie di mirto. Il mare sardo offre una grande varietà di pesci e abbondanza di crostacei, cucinati entrambi in modo semplice (di solito arrosto), con l'eccezione delle zuppe (burrida e cassola). Grande sviluppo, anche a livello industriale, ha la casearia ovina: dal cacio fiore al pecorino cosiddetto romano, dai vari tipi di ricotta al casu becciu. Col latte vaccino si preparano invece la fresa, le provole, il dolce sardo ecc. Nel campo dei dolci sono numerosissime le specialità, la cui caratteristica è di aver spesso come ingredienti miele (squisito è il miele amaro dell'isola), mandorle, mosto cotto  (detto saba o sapa), formaggio. Tra le più note sono i torroni (l'aranzada nuorese e le niuleddas della Gallura), i gueffos o candelaus, i suspiros di Ozieri e gli ziddinis, tutti a base di mandorle, le pabassinas a base di uva secca, tradizionali a Ognissanti, Natale e Pasqua, le zippulas, frittelle di carnevale, i pirichittus, le pardulas pasquali, ripiene di formaggio. Nella produzione di vino la Sardegna va famosa soprattutto per la vernaccia e la malvasia, cui si aggiungono altri vini pregiati come il cannonau, l'anghelu ruju, il nuragus, l'oliena, l'embarcador ecc. Caratteristica dell'isola è la produzione del liquore di mirto, dopopasto ottenuto dalla fermentazione in alcool delle bacche dell'arbusto, con aggiunta di zucchero o miele.

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