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Mare Italia » Veneto
INFORMAZIONI
Superficie18.380 kmq
Popolazione4.494.551 ab.
Densità244 ab,/kmq
Comuni580
CapoluogoVenezia

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Veneto


Regione dell'Italia settentrionele, confina con l'Austria ed è delimitata  dal Friuli-Venezia Giulia, dal Trentino-Alto Adige, dalla Lombardia e dall'Emilia-Romagna.  Divisa nelle sette province di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia (capoluogo), Verona, Vicenza. Si possono individuare nel territorio regionale almeno quattro zone. La zona alpina comprende l'intero settore settentrionale della regione e corrisponde nelle sue grandi linee al bacino superiore del Piave con le Dolomiti orientali; si tratta di un insieme di gruppi montuosi elevati, fra i quali i più noti sono l'Antelao, il Cristallo, Le Tofane, le Tre Cime di Lavaredo, le Marmarole, la Marmolada, il Civetta e il Pelmo. La fascia prealpina si estende assai meno in profondità nel sistema alpino ma è più continua, allungandosi dal Garda al confine con il Friuli-Venezia Giulia. I rilievi sono più bassi e presentano l'aspetto di altopiani calcarei, largamente interessati dai fenomeni carsici, o da ampie dorsali ondulate, individuate dalle profonde gole dei maggiori fiumi veneti. Da SW a NE si succedono: il gruppo del monte Baldo, delimitato dal Lago di Garda e dal solco vallivo dell'Adige; i monti Lessini; le Prealpi di Schio (o Piccole Dolomiti) con parte del massiccio del Pasubio; l'altopiano di Tonezza tra le profonde incisioni vallive dei torrenti Posina e Astico; l'ondulato altopiano dei Sette Comuni (o di Asiago) , che la profonda forra del Canale di Brenta separa nettamente dal Grappa; le Prealpi Bellunesi (Col Visentin) e più oltre ancora le Prealpi dell'Alpago con l'altopiano del Cansiglio e le Prealpi Clautane (Cima dei Preti). Il passaggio tra la zona prealpina e quella di pianura è segnato da una fascia più o meno larga di rilievi collinari subalpini, fra i quali le dorsali più basse dei monti Lessini, i monti Berici, i Colli Euganei, i rilievi morenici del Garda e del Meschio, i Colli Asolani e il Montello. Succede infine la pianura, formata da alluvioni recenti e divisa dalla fascia delle risorgive in alta e bassa pianura. La costa, che si estende ad arco tra le foci del Po di Goro e del Tagliamento, è bassa e uniforme, per vasti tratti interessata da aree lagunari, che costituiscono un paesaggio di transizione fra la terraferma e il mare: i due elementi morfologici più vistosi sono il Delta Padano e la Laguna Veneta. Il clima presenta caratteri molto diversi da zona a zona, con estremi in corrispondenza dell'alto bacino del Piave e nella zona del Garda. I principali corsi d'acqua sono il Po, che interessa la regione solo con il suo corso inferiore, segnando buona parte del confine con l'Emilia-Romagna, e l'Adige, di cui appartiene al Veneto tutto il tratto in pianura: interamente veneto è il Piave. Tutti gli altri fiumi (Brenta, Bacchiglione, Livenza, Sile, Zero e Dese) hanno origine nella regione prealpina e attraversano la pianura, seguendone la pendenza generale a SE, e sono arricchiti dalle acque di risorgiva.

Folclore
Venezia è stata per tanti secoli il centro politico, economico, sociale, culturale di tutta la regione cosicché anche la tradizione popolare ha risentito gli effetti esercitati da questa sua azione in ogni campo. Gli elementi si trovano nella città stessa, basti l'esempio dato dalla gondola, nella quale è facile riconoscere tracce degli influssi dovuti alla civiltà bizantina e del Mediterraneo orientale. Delle feste tradizionali che si svolgevano a Venezia, la più famosa era “la Sensa”, cioè la festa dell'Ascensione, alla quale il doge si recava col suo bucintoro per compiere la simbolica cerimonia delle nozze tra la Serenissima e il mare, lanciando un anello nel mare aperto; importante anche la festa del Redentore, che però, accanto a un reale substrato tradizionale ha acquistato anche i connotati di attrazione turistica. In tutta la regione le più caratteristiche tradizioni popolari sono quelle collegate alle ricorrenze che puntualizzano il corso dell'anno. Per Carnevale sfilate di carri allegorici sono in uso in tutti i centri grandi e piccoli della regione; a Verona, l'ultimo venerdì di Carnevale ha luogo il “Bacanal del gnoco” davanti alla chiesa di San Zeno, dove viene eretto un palco sul quale si cuociono gli gnocchi che vengono poi distribuiti gratuitamente. A Padova, in maggio e il 13 giugno, si tiene l'antichissima fiera in onore di Sant'Antonio. Nella piazza di Marostica si svolge in settembre la famosa partita a scacchi giocata con pezzi animati vestiti in costume medievale. Numerose le tradizioni legate alle manifestazioni di religiosità, dalle “Rogazioni” di Asiago, alla distribuzione delle fave dei morti nella piazza della pieve di San Giorgio a Sant'Ambrogio di Valpolicella, il 2 novembre, al presepe vivente di Revine Lago (Treviso). In quanto all'arte popolare, sono celebri le ceramiche di Bassano del Grappa (Vicenza), di gusto popolaresco ma assai vicino all'arte colta. Famosissimisono poi i vetri e i merletti di Murano e di Burano, che hanno raggiunto il livello dell'artigianato illustre. Una particolare menzione meritano le stampe popolari dei Remondini di Bassano, espresse specialmente in foglietti volanti e libretti della “letteratura a un soldo” e che per alcuni secoli sono state diffuse non solo in Italia e in Europa, ma anche fino all'Estremo Oriente, legate all'attività dei cantastorie e dei venditori ambulanti. Forme di arte popolare si ritrovano anche nella decorazione delle barche.

Gastronomia
Il carattere unitario della gastronomia veneta proviene dal lungo dominio della Repubblica di Venezia, che diffuse in tutto il territorio il proprio modo di mangiare, assorbendo contemporaneamente il meglio delle cucine locali. La cucina veneta è una delle più ricche della penisola: tutto quello che cresce sulla terra e nell'acqua finisce in pentola, secondo ricette tradizionali piene di gentilezza e fantasia. Cominciamo dal riso: un riso che non è mai troppo asciutto né troppo lungo, sposato a tutti gli elementi possibili: alle verdure, piselli (risi e bisi), finocchi, sedano, fagioli, zucca, germogli di luppolo (bruscandoli), ai pesci, anguilla (risi e bisato), seppie, tinca, peoci, gamberi, caperozzoli (vongole), e poi ai fegatini, trippe, luganeghe (salsicce), quaglie ecc. Poco spazio rimane agli altri piatti asciutti (bigoli, paparelle, gnocchi) con l'eccezione della pasta e fagioli. Il settore delle carni e dei pesci si arricchisce della presenza di ogni animale domestico e di molte specie di selvaggina, di quasi tutti i tipi di molluschi, crostacei (moleche, capesante, granseole ecc.) e pesci di mare, d'acqua dolce e di “valle”. Le specialità sono numerose, dalle più note, come il fegato alla veneziana, i torresani (piccioni) allo spiedo, il baccalà alla vicentina, il pesce in saor, alle meno celebrate ma pur squisite, come i bolliti in pearà (salsa a base di midollo, pangrattato, brodo e molto pepe), la pastissada di cavallo o di manzo, l'oca in onto (conservata nel grasso), il bisato su l'ara (anguilla sulla pietra), il pollo alla padovana ecc. I salumi sono prodotti specialmente nelle province di Padova e Vicenza: bondiole, soppresse, luganeghe, museti (cotechini), sanguinacci. Il Veneto è il regno delle verdure, sia coltivate negli orti sia spontanee, e su tutte domina il famoso radicchio di Treviso e di Castelfranco, accanto all'asparago bianco di Bassano. È solo a fine pasto che la cucina veneta s'impoverisce, nei formaggi, quasi tutti da consumare freschi (tranne l'asiago, che può venir stagionato), e nei dolci, tra i quali scarseggiano le specialità. Ormai quasi scomparsi i tradizionali biscottini delle sagre, restano i baìcoli, di origine settecentesca, immancabili col caffè e la cioccolata, i galani, gli zalèti (gialletti), i bussolai, le frìtole (frittelle) di Carnevale ai vari aromi. Tipico di Natale il pandoro veronese, derivato dall'antico nadalin, diventato ora diffusissimo affiancando l'altro famoso dolce natalizio, il panettone milanese. Il patrimonio vinicolo del Veneto è abbondante e di eccellente qualità, dai vini comuni (bardolino, soave, prosecco, sauvignon) ai fini e ai superiori (valpolicella, merlot, cabernet, raboso, marzemino) per finire col prestigioso recioto, nei tipi amabile e amarone. Prodotta e bevuta ovunque è la grappa, liscia, alla ruta, alla genziana ecc.

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