| Regione tra l'Appennino Centrale e la costa adriatica, compresa nel tratto limitato dalle foci dei fiumi Tronto a nord e Trigno a sud. Sede di numerosi luoghi di interesse artistico, storico, culturale nonchè religioso, comprende le province di Chieti, L'Aquila, Pescara e Teramo. Può essere suddivisa in due sezioni, con caratteristiche diverse. Quella occidentale, montuosa e costituita da rocce calcaree con evidenti fenomeni carsici, ricca di bellezze naturali, orsi e camosci, lupi , linci, pareti di roccia e foreste, nonchè dolci paesaggi collinari, supera lo spartiacque appenninico formato dai Monti della Laga, dal Gran Sasso e dal massiccio della Maiella, e include gli alti bacini del Liri e del Salto, tributari del Mar Tirreno, il versante orientale dei monti Simbruini e della Meta, e gli ampi bacini interni del Fucino, di Sulmona e del Piano delle Cinquemiglia, separati fra loro dalle catene del Velino (2487 m), del Sirente (2349 m) e della Montagna Grande (2151 m). La sezione orientale è formata da un'ampia fascia collinare subappenninica, che declina dolcemente fino alla costa, orlata da ampie spiagge sabbiose al nord, e improvvise calette immerse tra ginestre e vigneti cui si alternano arenili e spiagge incorniciate dalla folta vegetazione mediterranea al sud. Tutta la zona litoranea è di grande rilevanza turistica dotata di numerose strutture ricettive, luoghi d'intrattenimento e locali notturi . Sotto il profilo turistico e ambientale la caratteristica più rilevante è rappresentata dall’istituzione dei due parchi nazionali del Gran Sasso-Monti della Laga e della Maiella, con l’adiacente monte Morrone. Questi, unitamente all’ormai storico Parco Nazionale d’Abruzzo, al Parco Regionale del Velino-Sirente e a numerose riserve naturali, fanno dell’Abruzzo, con oltre un terzo del territorio sottoposto a misure di protezione, la “regione verde” d’Europa.
Tradizioni popolari Regione quant'altre mai conservatrice, l'Abruzzo rivela nelle sue usanze ascendenze arcaiche e antichissime, conservate nell'ambito della tradizione cristiana. Entro il ciclo della vicenda umana, accanto al trasferimento del corredo della sposa sopra un carretto dipinto, sta “la partenza”, canto nuziale che dice il dolore della figlia nell'abbandonare la casa paterna (fedelmente lo riprese D'Annunzio ne La figlia di Iorio). Il pianto funebre è pure conservato in alcune zone, e nel territorio di Penne si son fatte registrazioni su nastro: una donna della famiglia, preferibilmente una prefica di mestiere, guida il lamento dei congiunti. Entro il ciclo annuale del tempo, caratteristica presenza di antichissimi riti agrari e propiziatori è la festa dei serpari in onore di San Domenico Abate, a Cocullo, il primo giovedì di maggio. Con probante dimostrazione gli studiosi sono risaliti al culto della dea Angizia, venerata nell'antica Marsica. Non meno significativa è la festa di San Zopito a Loreto Aprutino il lunedì di Pentecoste: qui un bove recante sul dorso un fanciullo alato viene fatto inginocchiare davanti all'ingresso della chiesa (in passato, davanti all'altare). La festa del Saracino, che si svolge nel mese di maggio a Villamagna (Chieti), risale anch'essa ai riti propiziatori e conserva forme drammatiche e coreutiche (vi si balla una moresca) di un antico cerimoniale. Il presepe vivente di Rivisondoli è infine un vivace esempio di genuina tradizione cristiana. A Scanno il costume femminile conserva le sue fogge più note negli eleganti copricapi e nelle amplissime gonne. Non sono da meno i costumi di Pettorano sul Gizio. L'arte popolare ha due centri interessanti, e noti per vivacità di invenzione, a Pescocostanzo, dove si producono tappeti su telai a mano che intrecciano antiche decorazioni di cui sono protagonisti i simboli della sirena, del liocorno e della svastica, e a Castelli, dove dal 1500 si tramanda una ricca produzione di ceramiche.
Gastronomia L'Abruzzo fornisce alcuni prodotti gastronomici particolarmente pregiati, quali paste alimentari, olio, zafferano, pesce, cacciagione, uva da tavola e formaggi (scamorze, caciocavalli, pecorino, burrini). La cucina abruzzese, fedele alle tradizioni di sobrietà e semplicità della sua terra, ha conservato una caratterizzazione pronunciata nelle molte specialità locali dai sapori piccanti e genuini, alcune diventate notissime (maccheroni alla chitarra), altre rimaste nei confini regionali, come i pappicci di Teramo (tagliolini), le mazzarelle di Teramo e le zurlette di Chieti (budella di agnello o di capretto ripiene), la ventricina di Chieti, ecc. Eccellenti sono le preparazioni del pesce: il brodetto, i roscioli (triglie) allo spiedo di Pescara, lo scapece e le carpeselle di Vasto. Molto diffusa è la pasticceria, sia casalinga (cicerchiata, zeppole e taralli nel Chietino, pizzelle, scarponi e mostaccioli nell'Aquilano) che industriale: i confetti di Sulmona, il torrone al cioccolato dell'Aquila, il parrozzo di Pescara, ecc. Limitata è la produzione di vini (Montepulciano, Trebbiano, Cerasuolo), mentre noti anche fuori della regione sono alcuni liquori, tra cui il Centerbe di Tocco da Casauria, l'Aurum di Pescara, il Corfinio di Chieti.
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