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Mare Italia » Emilia Romagna
INFORMAZIONI
Superficie22.124 kmq
Popolazione3.964.977 ab.
Densità179 ab./kmq
Comuni341
CapoluogoBologna

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Emilia Romagna


Regione dell'Italia settentrionale, affacciata a est sul Mar Adriatico e delimitata dal Veneto a nord est, dalla Lombardia a nord, dal Piemonte e dalla Liguria a ovest, dalla Toscana a sud , dalle Marche e dalla Repubblica di San Marino a sud est. Deve il suo nome alla via Aemilia, l'arteria romana che collegava le città di Placentia (Piacenza) e di Ariminum (Rimini). Il nome Emilia cadde in disuso nell'età medievale e fu ripreso solo nel XIX sec. Il termine Romagna, che indica il settore sudorientale della regione storico-amministrativa compreso tra le Valli di Comacchio, il corso del Sillaro, la catena appenninica e il mare, fu aggiunto ufficialmente alla denominazione Emilia solo nel 1947 in ossequio alla sua individualità storica. Limitata a Nord dal corso del Po   e a Est dal Mar Adriatico, è costituita da due parti distinte; lungo il confine con la Liguria, la Toscana e le Marche si innalzano i rilievi dell'Appennino Tosco-Emiliano, ai piedi del quale si stende gran parte della Pianura Padana a Sud del Po e interamente quella romagnola.  All'Emilia-Romagna appartiene, seppure non interamente, il versante padano dell'Appennino Tosco-Emiliano, che in genere non è molto elevato (monte Cimone, 2165 m). Dalle estreme propaggini collinari si trapassa alle ondulazioni dell'alta pianura ciottolosa, oltre la quale si stende l'ampia e fertile pianura alluvionale, percorsa da numerosi corsi d'acqua, affluenti di destra del Po o tributari direttamente dell'Adriatico Delle grandi estensioni paludose, restano le Valli di Comacchio e i vari specchi lacustri dell'apparato deltizio del Po.

Folclore
nella regione confluirono genti non solo d'Italia, ma di molti Paesi d'Europa lasciando un retaggio di usi e costumi. Più ricco  il triangolo romagnolo dove una certa unità culturale e celebrativa trova le sue radici nell'agricoltura e nella religione. Simbolo del comune vincolo agricolo è il plaustro, grande carro a quattro ruote, Dipinto a fiori con colori vivacissimi in Romagna e con immagini sacre (Sant'Antonio, la Madonna del Fuoco venerata a Forlì, San Giorgio che uccide il drago), è prevalentemente scolpito nell'Emilia, dove la Madonna di San Luca, venerata a Bologna, trionfa nella parte anteriore del carro. Esemplari di plaustri si trovano nel ricco Museo etnografico di Forlì; ve ne sono di vario tipo, tutti estremamente vivaci, a due e a quattro ruote, con il fondo piatto oppure a fuso o a culla. Le celebrazioni religiose e pagane sono numerosissime. Famosa nei giorni dell'Ascensione la festa della Madonna di San Luca, con l'esposizione della statua della Vergine nella cattedrale e in S. Petronio prima del rientro al santuario a 3 km da Bologna. Se questa è la principale celebrazione del cuore dell'Emilia, per la Romagna si può far riferimento alla grande tradizione dei fuochi. Il 4 febbraio migliaia di fugarèn si accendono in tutta la campagna e l'antica usanza pagana propiziatoria è intesa, da secoli ormai, come celebrazione in onore della Madonna. Famoso, un tempo, il carnevale di Bologna, tra i più squillanti della penisola, Oltre al carnevale, non più così sentito, numerose sono le sagre di origine antica, tra cui va ricordata quella della Segavecchia, che si celebra a metà Quaresima a Cotignola e a Forlimpopoli, dove, al culmine della celebrazione, un fantoccio  viene tagliato a metà per lasciar cadere dolciumi e frutta secca posti all'interno. Tra le celebrazioni romagnole più tipiche è la festa dell'ospitalità che in settembre a Bertinoro (Forlì) fa rivivere costumanze medievali. Processioni notturne, con fiaccole e canti, hanno luogo un po' ovunque, specie nel Parmense e nel Modenese. Così dicasi per le feste legate alla mostra e alla benedizione degli animali, specie nel giorno di S. Antonio (17 gennaio) e per le fiere, come quella di Faenza (29 giugno) che segna contemporaneamente l'inizio della stagione teatrale, con l'interessante rievocazione del palio del Niballo in costumi rinascimentali e un torneo, tra i rappresentanti dei cinque rioni, che si svolge dal 12 giugno al 10 luglio. Ricca di significato anche la celebrazione del 13 settembre che si svolge ogni anno a Ravenna, con l'offerta per la lampada votiva del monumento funebre di Dante dell'olio delle colline toscane recato dal sindaco di Firenze e dai valletti comunali in costume, per ricambiare la visita del sindaco di Ravenna a Firenze della fine di maggio, mese in cui nacque il poeta.

Spettacolo e letteratura
 Teatro e letteratura popolare meritano un accenno particolare. Basti far riferimento ai “maggi” drammatici, di origine probabilmente reggiana, ancor oggi vivi in certe zone montane confinanti con la Toscana e con la Liguria. Nati come balli notturni propiziatori attorno a grandi falò, si sono trasformati, con canti e recitazione, in evocazione di episodi epici (la battaglia di Roncisvalle, le imprese dei paladini) o di misteri sacri (famosissima la Via Crucis celebrata ogni tre anni a Frassinoro, Modena). In Romagna, dove è ancor viva la tradizione dell'urazion (orazione) di soggetto sacro, delle canzoni epico-liriche, dei canti a la stesa, a la rastladora e a la sfuiadora a celebrazione del lavoro dei campi (rastrellatura, sfogliatura, ecc.), si è sviluppato sullo scorcio del sec. XIX un teatro dialettale locale, con un repertorio autonomo presentato anche in teatri regolari da compagnie di filodrammatici. Vi hanno contribuito autori come il faentino G. Cantagalli, i ravennati P. Poletti ed E. Guberti, il forlivese Icilio Missiroli e, infine, Euclide di Bargamen (pseudonimo di V. Majoli), attivo dagli anni Trenta agli anni Cinquanta. Un certo rilievo, infine, ha avuto la commedia bolognese.

Gastronomia
Il piatto comune della regione è la sfoglia, che le massaie usano preparare a mano lavorando a lungo farina di grano e uova. Viene poi ridotta in tagliatelle, maltagliati, tagliolini per paste in brodo o asciutte; in quadratini, quadratoni e losanghe che si farciscono con ripieno grasso o magro, assumendo, secondo il formato e il tipo di ripieno, i nomi di anulen (Parma e Piacenza), cappelletti (Ferrara, Ravenna e Forlì), tortellini e lasagne (Bologna), ravioli (Modena) L'Emilia è inoltre famosa per i salumi, fra cui la coppa di Piacenza, il fiorettino e lo zucco di Reggio, lo zampone di Modena; Bologna vanta il petto di tacchino farcito e la mortadella, Parma il prosciutto e il culatello. Il formaggio grana è un altro vanto dell'Emilia che Parma e Reggio si contendono. La Romagna sfrutta invece i più semplici prodotti dell'Appennino e del mare: pesce, frutti di mare, pollo, selvaggina, salsicce e verdure. Caratteristica la piada, che si cuoce al fuoco di legna su lastra refrattaria: è una schiacciata di pane azzimo che accompagna l'affettato e i saporiti formaggi di montagna. Il pesce è tuttavia il protagonista della cucina romagnola: dal brodetto alla zuppa di cozze, dalle anguille di Comacchio ai fritti di calamaretti, seppie e triglie. Fra i dolci tipici, la ciambella di Bologna, le sfrappe e le piade dei morti. I vini locali sono il lambrusco, il sangiovese e l'albana.

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