| Regione dell'Italia meridionale , bagnata dal Mar Adriatico e dal Mar Ionio e delimitata dal Molise, dalla Campania e dalla Basilicata. Divisa nelle 5 province di Bari (capoluogo), Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto. Il termine Puglia deriva direttamente dalla denominazione latina di Apulia, con cui era definita in età romana la regione bagnata dal Mar Adriatico, e compresa tra il corso del fiume Biferno e l'Istmo Messapico. Morfologicamente la regione conserva una sua precisa unità, Prevalgono le linee orizzontali e le forme molli e dolci, che solo raramente assumono aspetti montuosi anche nelle zone più elevate; ne consegue una struttura idrografica estremamente povera in superficie, alla quale però corrisponde uno sviluppo considerevole dei fenomeni carsici. Uniformi sono anche le caratteristiche climatiche, tipicamente mediterranee. Da nord a sud si succedono gradualmente quattro regioni geografiche: il Gargano , il Tavoliere , le Murge e il Salento o Penisola Salentina, alle quali si possono aggiungere l'Appennino di Capitanata, e la pianura costiera che si stende ad anfiteatro nell'immediato retroterra di Taranto. Il Gargano, è un tozzo promontorio limitato da faglie, che si presenta compatto con una superficie ondulata e pendii ripidi o terrazzati. Tra i corsi del Candelaro e dell'Ofanto e i rilievi appenninici si stende il Tavoliere, così chiamato dalle Tabulae Censoriae, una grande pianura, la più vasta del Meridione, che si affaccia al Mar Adriatico con coste basse, sabbiose e orlate da dune costiere; Procedendo verso sud est, succede oltre il corso dell'Ofanto e fino all'Istmo Messapico la regione tabulare delle Murge, formata da potenti banchi calcarei, che a sud ovest precipitano rapidamente verso la cosiddetta Fossa Bradanica, mentre digradano dolcemente e in forma di ampie terrazze d'origine tettonica verso la costa adriatica. Assai simile è il paesaggio della Penisola Salentina, a sud est della Soglia Messapica. I fiumi principali sono il Fortore e l'Ofanto, alle due estremità del Tavoliere; entrambi nascono dall'Appennino e si gettano nel Mar Adriatico. Gli altri maggiori corsi d'acqua, e cioè il Candelaro, il Cervaro e il Carapelle, scendono pure dall'Appennino e attraversano il Tavoliere con portate modeste e regime tipicamente torrentizio. Assai meno rilevanti i modestissimi corsi d'acqua superficiali che interessano il Gargano, le Murge e il Salento, dove invece sono assai vistosi i fenomeni carsici superficiali e ipogei (grotte di Castellana). Dei bacini lacustri, i più vasti e interessanti sono i due laghi costieri di Lesina e Varano, ai piedi del versante nord-occid. del Gargano.
Folclore La vita collettiva s'incentra in alcuni pellegrinaggi legati a località famose e a episodi storici più o meno leggendari. L'8 maggio hanno luogo le due principali manifestazioni: la festa di San Michele Arcangelo, sul Gargano, si svolge nel santuario dedicato al santo, dove si trova la grotta in cui secondo la tradizione l'Arcangelo apparve l'8 maggio 493 al vescovo di Siponto, lasciando a prova della sua presenza l'impronta del piede. Non meno importante la sagra di San Nicola a Bari, che rievoca la traslazione del corpo del Santo patrono avvenuta nel 1087. Molte tradizioni sono legate al sentimento religioso. Nel Salento sul culto preistorico riferito alle pietrefitte (sannà in dialetto) si è inserito il culto cristiano; rinunciando a ogni forma di repressione, inutile per la costanza con cui i contadini continuavano a praticare il loro culto, i vescovi bizantini fecero scolpire croci sui menhir. I falò accesi in tutta la regione (il più caratteristico è quello di Novoli presso Lecce) sono un chiaro richiamo al culto del fuoco. Origini medievali ha il fenomeno storico-religioso del tarantismo con tutto il complesso rituale di musica, danza sfrenata e di colori che accompagna la guarigione. Molte manifestazioni mettono in luce antichi legami con il mondo orientale: così a Bari la posa della prima pietra di una casa dovrebbe avvenire in concomitanza con la proiezione su di essa dell'ombra di un passante, in ricordo della tradizione bizantina che voleva una casa solida solo se nelle fondamenta ci fosse stata una vittima umana. C'è inoltre da rilevare che si trovano in Puglia colonie greche (a Calimera e altri paesi di Terra d'Otranto) e albanesi, specie in Capitanata (dove sono presenti anche colonie provenzali), che hanno in parte conservato non solo la lingua, ma anche il costume e il canto popolare del paese d'origine. Sopravvivono forme drammatiche popolari sia profane sia religiose, come la sonata dei pastori e il viaggio dei Re Magi che si rappresentano nelle campagne di Taranto e il dramma della passione che si rievoca il giovedì santo a Muro Leccese; caratteristica anche la tragedia di Roca che si rappresenta in maggio e che ha per tema la lotta fra Cristiani e Mori. Quanto all'arte popolare, la Puglia fu nell'antichità non solo un grande emporio della ceramica greca ed etrusca, ma un attivissimo centro dell'arte figulina nelle due città di Ruvo e di Canosa. Ora il centro più importante è Grottaglie.
Gastronomia L'alimentazione popolare gravita sopratutto sui farinacei: pane (per cui la Puglia va giustamente famosa) e pasta. Quest'ultima è presente sia nelle varietà industriali sia, frequentemente, nelle preparazioni casalinghe, cui corrispondono innumerevoli tipi di condimento dai più semplici (salsa di pomodoro, cime di rapa) ai più ricchi (ragù di carne o di pesce, in timballo con ripieno di uova, polpette, carciofi, salame, formaggio). Più che le carni bovine trovano largo impiego nella cucina pugliese le carni suine (capocollo di Martina Franca, salumi del subappennino foggiano, salsicce e sanguinacci di Lecce) e soprattutto ovine. Rinomato per la bontà è l'agnello, cotto al forno in spiedini o preparato in modi più elaborati. Il mare pugliese, popolato da molte varietà ittiche, offre abbondanza di ottimo pesce, crostacei e frutti di mare. Tra le pietanze pugliesi sono caratteristiche le tielle, di derivazione spagnola, i panzerotti, le pizze e i calzoni imbottiti. Il gran numero di greggi fa prosperare la casearia a base di latte di pecora, cui si affianca la casearia vaccina con caciocavallo, scamorze, provole, burrate, ecc. Tra i dolciumi molti sono comuni alle regioni confinanti (zeppole, taralli, castagnedde), altri, rituali, sopravvivono ormai solo in alcune località, come il pupurat (per carnevale), il grano cotto (per Ognissanti), la scarcedda (per Pasqua). La Puglia, regione viticola per eccellenza, ha una produzione annua di circa 10 milioni di ettolitri di vino, di cui buona parte viene esportata come vino da taglio (Barletta). Solo da pochi anni sono state valorizzate alcune qualità di pregio: il san severo e il castel del monte bianchi, rossi e rosati, il matino rosso, il locorotondo e il martina franca bianchi, i rosati del Salento. Specialità pugliese sono anche alcuni amari, come il san marzano, il padre peppe, ecc. |