| Centro in provincia di Sassari a 107 km dal capoluogo, nella Gallura, a 15 metri sul livello del mare, nel settore più interno del golfo cui dà il nome. Le attività portuali costituiscono la principale risorsa economica della cittadina: il porto di Olbia (quasi 6 milioni di t di merci e più di 2 milioni di passeggeri nel 1997) è ottimamente attrezzato per i traffici sia con il continente sia con altri scali insulari, in quanto vi attraccano i battelli che fanno regolare servizio di navigazione, con trasporto passeggeri e auto da e per Genova, Civitavecchia, Arbatax e Cagliari (con Civitavecchia anche traghetto ferroviario). Antico insediamento nuragico, Olbia fu fondata probabilmente dai Greci di Focea nel sec. VI a. C. Occupata dai Cartaginesi tra il sec. V e il IV, nel corso delle guerre puniche passò ai Romani che ne fecero un porto militare importante. Divenuta fiorente centro commerciale, fu distrutta dai Vandali (sec. V d. C.). Rifiorì solo nel Medioevo quando, con il nome di Civita, divenne capoluogo del giudicato di Gallura. Per il matrimonio di Elena di Lacon, erede del giudicato di Gallura, con il nobile pisano Lamberto Visconti (1205), la città passò a Pisa, ma, nel corso del conflitto fra i guelfi e i ghibellini, i rapporti con Pisa si fecero tesi e sfociarono nelle guerre del 1273 e del 1288; rimasta a Pisa, Olbia prese il nome di Terranova. Libero comune agli inizi del sec. XIV, nel 1326 fu conquistata dagli Aragonesi e infeudata ai Carroz che nel 1420 la ripresero dopo una sua breve ribellione; nel 1553 fu semidistrutta dal corsaro Dragùt; ridotta a modesto villaggio infeudato prima ai Maza e poi ai Tellez-Giron d'Alcantara, riprese a prosperare solo col passaggio della Sardegna ai Savoia. Fino al 1939 si chiamò Terranova Pausania. § Della città punica, protesa sul mare, si sono ritrovati un tempio dei sec. III-II a. C. e la necropoli. Più ampia era la città romana, cinta di mura, con urbanistica ortogonale e una vasta necropoli. Di età imperiale (sec. I-II d. C.) è un impianto termale servito da un acquedotto. Notevole esempio di età medievale è la chiesa di S. Simplicio (1073-ca. 1120) di stile romanico-pisano con influssi lombardi. |