| Simeri mare si trova sulla costa ionica, 8 km a nord di Catanzaro Lido, ideale punto di partenza per escursioni sulla Sila, alle isole Eolie e al museo di Reggio Calabria dove sono conservati ed esposti i Bronzi di Riace. Composto dal capoluogo Crichi e dalle frazioni Simeri e Simeri Mare, è situato nell'entroterra della parte mediana del Golfo di Squillace, delimitato in dai fiumi Simeri e Alli. Il suo nome deriva dal fiume che scorre nella zona, si trova sulla cima di una collina degradante fino al mare, nella parte centrale della costiera affacciata sul golfo di Squillace. Secondo la leggenda, Aethilla, Astyoche e Medesicaste, tre sorelle di Priamo scampate alla guerra di Troia, sarebbero giunte sulle coste di Simeri e vi avrebbero edificato tre tabernacoli, treis schenè in greco, da cui Trischene, il nome che in passato designava il comprensorio dei paesi di Simeri, Soveria e Crichi. Fondata dai greci di Siracusa, incalzata da Bruzi e Cartaginesi, si assoggettò a Roma, fino ad essere una sua colonia. Alla fine dell’impero romano, subì le incursioni arabe e saracene e fu distrutta nel X secolo, mentre la sua popolazione si disperse rifugiandosi sulle montagne, dando origine nel territorio ad una serie di casali, i cui resti sono ancora presenti. Famoso, il borgo di Casal Suveria oggi Soveria-Simeri che fu fondato alla fine del XVI secolo. Con il nome di casale di Simeri fu fino al 1622 uno dei possedimenti dei Borgia, e poi del principe di Satriano Francesco Ravaschieri, che lo regalò alla moglie Agata Pallavicino ordinando che il paese fosse chiamato con il suo cognome. A cavallo fra mare e montagna, alle lunghe spiagge sabbiose bagnate dalle acque del golfo di Squillace si possono alternare passeggiate sulla Sila. Merita una visita anche Squillace, con i resti della greca città di Skylletion di cui si possono ammirare ancora teatro, anfiteatro, terme e foro, con i ruderi dell’antico castello che la dominano dall’alto. Fondato nel IX secolo come avamposto bizantino, fu ricostruito dai Normanni nel 1044 ma crollò nel terremoto del 1783. Dalle sue rovine si gode un meraviglioso panorama che va da Capo Rizzuto fino ai boschi della Sila. |