| Città in provincia di Trapani, a 31 km a dal capoluogo, a 12 metri sul livello del mare sul promontorio di capo Boeo (o Lilibeo), porto sul Mar Mediterraneo, all'estremità occidentale della Sicilia. è un vivace centro agricolo-commerciale e industriale, con impianti attivi nei settori alimentare, enologico (i vini omonimi), vetrario, del legno e dei materiali da costruzione; sviluppate le attività portuali e il commercio di prodotti agricoli (agrumi, uva da vino, olive, frutta). È l'antica Lilybaeum fondata dai Cartaginesi agli inizi del sec. IV a. C. come testa di ponte fortificata per il dominio della Sicilia. Durante la I guerra punica i Romani la assediarono (250 a. C.), ma non riuscirono a prenderla se non con i patti di pace (241). Per tutto il periodo romano fu uno dei porti più attivi della Sicilia e sede di un questore. Distrutta dai Vandali (440 d. C.), fu tra i primi centri siciliani occupati dagli Arabi (sec. IX) che la chiamarono Marsa !Ali (porto di Allah o di !Ali). Sebbene essi e i successivi dominatori volessero valorizzarla per la felice posizione strategica, decadde e il porto fu persino colmato (1575). Nel sec. XVIII la produzione del vino le ridiede prosperità. Qui l'11 maggio 1860 prese terra la spedizione dei Mille. Le navi da guerra borboniche, sopraggiunte mentre le operazioni di sbarco erano ancora in corso, esitarono a far fuoco a causa della presenza all'imboccatura del porto di due piccole navi da guerra inglesi e per timore di colpire alcuni stabilimenti anch'essi inglesi che sorgevano vicino alle banchine. I garibaldini, grazie anche all'assenza della guarnigione partita tre giorni prima, poterono perciò occupare la città praticamente indisturbati. § La fotografia aerea e gli scavi hanno accertato l'esistenza di un regolare impianto urbano con strade ortogonali entro la cerchia delle mura per lunghi tratti riportati alla luce. Verso il mare sono venute in luce abitazioni signorili di età romana e un impianto termale con mosaici policromi. Molto estesa è la necropoli, con tombe puniche di tipo ipogeico e a fossa, ed edicole funerarie dipinte con scene di banchetto.
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