| Centro in provincia di Cagliari, a 92 km dal capoluogo, a 7 metri sul livello del mare sulla sponda orientale dell'isola omonima. Famoso perl'artigianato del ricamo, degli arazzi e dei tappeti; per la produzione di uva da vino, ortaggi, frutta e cereali; per la pesca; per le industrie estrattive (calcare, barite, bentonite), chimiche e dei materiali da costruzione. Sorge sul luogo dell'antica città fenicio-punica di Sulcis che, passata sotto il dominio romano dopo la I guerra punica, divenne municipio in età giulio-claudia. Della città antica restano ruderi delle mura del foro, dell'anfiteatro e di case con mosaici di età romana. Edifici sacri di età punica si trovano sull'altura del Fortino Sabaudo. Si è scavato anche un santuario punico per sacrifici di bambini (tophet), con cortili recintati nei quali erano interrate le urne cinerarie con stele a rilievo, vasi, lucerne, statuette, ora raccolti nel vicino Antiquarium. Nei fianchi della collina si apre la necropoli con tombe ipogee, spesso riutilizzate e dipinte in età romana. Sotto la parrocchiale di Sant'Antìoco (sec. XII) si trovano catacombe paleocristiane ricavate da ipogei punici. |