| Città in provincia di Ancona, a 26 km dal capoluogo, a 5 metri sul livello del mare sul litorale adriatico alla foce del fiume Misa, sistemata a porto-canale con una piccola darsena. Il nucleo urbano originario è tuttora delimitato dalla cinta muraria rinascimentale, i quartieri più recenti si allineano lungo il litorale ai due lati del fiumi Misa. Il turismo balneare è favorito da efficienti attrezzature ricettive e di svago. L'attuale denominazione dell'abitato deriva da quella (Sena Gallica) che gli diedero i Romani nel 283 a. C., allorché l'occuparono dopo aver vinto la resistenza dei Galli Senoni che vi risiedevano. Divenuta così la prima colonia romana sull'Adriatico, la città conobbe un fortunato periodo conclusosi nell'82 a. C. allorché fu distrutta da Pompeo. Nuovamente rasa al suolo a opera dei Goti di Alarico, divenne con i Bizantini una città della Pentapoli legata all'Esarcato di Ravenna. Nel 756 fu con altri territori donata da Pipino il Breve al pontefice dopo che il re dei Franchi l'ebbe strappata ai Longobardi di Astolfo. Comune dal sec. XII, divenne feudo estense nel 1210 e nel 1264 fu occupata da Manfredi nel contesto delle lotte tra guelfi e ghibellini. Dopo la riconquista ghibellina, avvenuta nel 1280 a opera di Guido da Montefeltro, iniziò un periodo caratterizzato dall'impoverimento della città, colpita da terremoti e oggetto di scorribande saracene. I Malatesta, che se ne impossessarono nel 1304, ne contesero a lungo il dominio alla Chiesa, che la riebbe nel 1355 grazie al cardinale Albornoz. Un'intesa fu raggiunta nel 1450 con l'attribuzione da parte della Santa Sede a Sigismondo Pandolfo Malatesta del titolo di vicario della Chiesa e il conseguente riconoscimento del suo potere di fatto sulla città. La situazione mutò allorché (1462) papa Pio II la diede al nipote Antonio Piccolomini, che ne fu però cacciato da un'insurrezione. Sisto IV l'attribuì allora (1474) al proprio nipote Giovanni Della Rovere. I suoi discendenti ne mantennero il possesso sino al 1631 se si prescinde da due parentesi: Cesare Borgia vi spadroneggiò per un breve periodo tra il 1502 e il 1503 e il duca di Urbino Lorenzo de' Medici vi esercitò il proprio potere tra il 1516 e il 1519. Tornata alla Chiesa nel 1631 in seguito all'estinzione della dinastia che la governava, condivise le vicende dello Stato Pontificio e passò al Regno d'Italia col plebiscito del 1860. Al centro dell'abitato sorge l'imponente Rocca, forse di Luciano Laurana, a pianta quadrata con torrioni cilindrici agli angoli, che incorpora tratti dell'antica cinta romana. Nella prospiciente piazza del Duca sorgono il quattrocentesco palazzetto Baviera e il palazzo del Duca, attribuito a Baccio Pontelli, che fu residenza dei duchi di Urbino. I maggiori edifici religiosi sono la chiesa della Croce (iniziata 1576, rifatta 1604-08), al cui interno si trova il Trasporto di Cristo al sepolcro del Barocci, e il duomo settecentesco, costruito sul luogo di una precedente cattedrale. |